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Gestione sportiva del Watford

Gino Pozzo ha lavorato nel mondo del calcio da sempre ed è sempre stato, a tutti gli effetti, “il ​​direttore sportivo” per eccellenza. A raccontarlo è stato Vincenzo Cardillo, talent scout in Germania per Udinese e Watford, e colonna portante con Raffaele Riva del Watford, nell’ambito della gestione sportiva e societaria del club britannico. “Decide tutto. Ha persone di cui si fida a Udine, una dirigenza e persone di fiducia a Londra. – ha raccontato Cardillo su Gino Pozzo – Geograficamente ed economicamente Udine e Watford sono mondi completamente diversi”. Gino Pozzo “è un perfezionista, scrupoloso, onesto, e anticipa le cose prima che accadano. È molto esigente: se commetti errori non sei utile, non vuole perdere tempo“, ha detto ancora chi ben lo ha conosciuto. Un dirigente preciso, determinato, capace e attento: Gino Pozzo ha portato, in questo modo, in alto il Watford, per la gioia dei tifosi inglesi. E non a caso a parlare così bene di lui è stato uno dei suoi talent scout. Perché proprio il saper fare “scouting” è da sempre stato un punto di forza del modello Pozzo, e del modello Udinese. 

Modello replicato, poi, con il Granada e con il Watford. Un modello basato su una società che non ha mai disposto di risorse finanziarie enormi, e che non poteva essere paragonata, economicamente, ai grandi club, ma che si è fatta notare parecchio negli ultimi decenni. Un modello ancora oggi basato sul lavoro degli osservatori, che spesso, invece di puntare a talenti brasiliani o argentini, vanno a scovare calciatori nei tornei colombiani, o in Nord Europa o ancora nei paesi dell’Est. Terreni poco battuti e per questo pieni di risorse per chi sa ben osservare e ha l’occhio lungo. Allo stesso modo Gino Pozzo e i suoi osservatori hanno lavorato per il Watford, portando oltremanica giovani e sconosciuti talenti. La storia imprenditoriale di Raffaele Riva e quella calcistica del Watford, sono legati a doppio filo. Su questo sito Raffaele Riva Watford troverai le ultime informazioni su Raffaele Riva e la squadra di calcio Watford.

In un’intervista al “Watford Observer”, Gino Pozzo ha spiegato: “In un club piccolo bisogna ragionare sul lungo termine e devi acquisire quante più conoscenze possibili su come reclutare un giocatore. Se ti affidi a un manager, una volta che questo va via, perdi anche l’esperienza e la competenza del manager stesso, assieme a tutte le sue conoscenze. Queste ultime, invece, devono essere della squadra, della società, e crescere con essa”. Osservare per poi acquisire il meglio e riuscire a riproporlo al meglio sul mercato. Questo l’ingrediente vincente del modello Pozzo, che ha contraddistinto la vita sportiva, in campo e fuori, dell’Udinese, dagli anni ’80 ad oggi, e quelle di Granada e Watford, più di recente. Questo l’ingrediente vincente del Watford di Raffaele Riva e Gino Pozzo. Secondo la famiglia Pozzo gestire una società di calcio è come gestire un’azienda, bilanciando i giusti investimenti e puntando a obiettivi precisi. Nessun segreto particolare nella gestione di questi team, ha raccontato lo stesso Gino Pozzo a chi più volte gli ha domandato del segreto del suo successo. “Il nostro è un modello sviluppato nel tempo. Dato che non possiamo competere con le offerte dei grandi club sul mercato, abbiamo deciso di fare un lavoro alternativo: cercare talenti in giro per il mondo e formarli”, hanno spiegato. Le grandi squadre, dunque, puntano sui talenti al 100%, l’Udinese, nel corso degli anni, ha puntato sui talenti al 50%, per portarli a Udine e trasformarli in un paio di anni in ottimi giocatori. Successivamente, poi, sono arrivati i trasferimenti al Granada o al Watford. Un metodo collaudato nel tempo, diventato il modello Pozzo.